#WeMake Stories: Voice Instruments, lo strumento per i maker non vedenti

posted on ottobre 31st 2017 in Featured & MIR & News & Opencare & WeMakeStories with 0 Comments

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Giulio Berretta, ingegnere elettronico specializzato in progettazione di sistemi elettronici, laureato presso il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Perugia. Al momento insegna materie dell’ambito scientifico alle scuole superiori a Terni. Giulio è un maker ed è cieco. Il suo progetto Voice Instruments lo ha portato avanti nella cornice della Maker in Residence (MIR). Potrete capire di cosa si tratta sia alla Conferenza finale di opencare il 22 e 23 novembre a Milano, sia alla Maker Faire di Roma dall’1 al 3 dicembre.

Strumento Voice Instruments

Voice Instruments

Come sei arrivato a WeMake?
Sono un insegnante di materie scientifiche (chimica, fisica, elettronica) e quindi lavoro anche in laboratorio, dove mi sono scontrato con alcune difficoltà nella misurazione del ph. Ho quindi deciso di realizzare un ph-metro parlante utilizzabile da non vedenti, perché al momento non esistono strumenti di questo tipo dotati di funzioni parlanti. Avevo già realizzato degli oggetti per me come un orologio a vibrazione e avevo partecipato a dei progetti in università, dove ho seguito il corso di Elettronica biomedica in cui abbiamo esplorato tutta la parte di elettronica applicata alla scienza medica. Tramite amici ho conosciuto WeMake e ho subito pensato che poteva essere lo spazio che faceva per me.

Giulio_VoiceInstruments_blog

Voice Instruments

Perché hai deciso di venire in un makerspace?
Io cercavo un fablab/makerspace perché avevo bisogno di un laboratorio, WeMake lo è e in più ha già portato avanti dei progetti che includono la disabilità visiva che mi ha raccontato Antonino (Antonino Cotroneo e il progetto Ambra di circuiti tattili presentato alla Maker Faire di Roma nel 2015, ndr). Ho unito le due cose e ho scritto una mail lo scorso luglio. Io volevo realizzare dei case per il mio strumento e non trovavo il modo per farlo, perché al momento è molto arduo lavorare in 3d per i non vedenti.

Prove di case per Voice Instruments

Prove di case per Voice Instruments

Quando hai svolto la tua esperienza di Maker in Residence a WeMake?
A luglio sono venuto a Milano per qualche giorno, poi sono tornato a settembre per un’altra settimana. Io avevo già un prototipo che necessitava appunto di un case e poi, oltre a quello, volevo fare altri perfezionamenti come la realizzazione del circuito stampato.

Giulio e Costantino si confrontano sul progetto Voice Instruments

Giulio e Costantino si confrontano sul progetto Voice Instruments

Raccontaci del tuo ingresso a WeMake.
Sono arrivato durante la community night dell’Arduino User Group & Wearables, diciamo che tecnicamente sono arrivato grazie a Google Maps e a una persona che ho conosciuto in metropolitana che mi ha dato uno “strappo”! Una volta qui sono stato inserito nel programma della serata, ho mostrato una demo funzionante ed abbiamo fatto una prima review di progetto.

Come hai organizzato il lavoro?
Avevo tre giorni per impostare il lavoro perché dopo sarei dovuto tornare a Terni. Abbiamo parlato subito della MIR, abbiamo capito che potevo entrare in questo programma di affiancamento al progetto di opencare e abbiamo subito pensato come potevamo lavorare insieme. Una volta deciso questo, abbiamo pensato a come farlo, che processi seguire, che strumenti usare: da google drive a openscad (un linguaggio di programmazione per realizzare oggetti in 3d che ha un’interfaccia testuale anziché grafica, ndr).

Giulio_voiceInstruments2

Giulio al lavoro a WeMake

Come si è evoluto il tuo progetto?
Ha acquisito un nome, Voice Instruments, ed è diventato un vocalizzatore associabile a vari strumenti. Devo fare una precisazione: dopo aver realizzato un ph-metro parlante ho capito che oltre a un ph-metro era possibile realizzare qualsiasi altro strumento di misura parlante con gli stessi approcci adottati e Voice Instruments è il nome dell’approccio adottato. È rappresentato dal ph-metro, ma può essere anche esteso ad altri strumenti.

Giulio al lavoro a WeMake

Giulio al lavoro a WeMake

Che risultati hai ottenuto?
Ho costruito il case, il circuito stampato e la prima versione stabile della libreria di vocalizzazione.

Quali sono i prossimi passi?
Adesso ho uno strumento con i componenti tipo breakout board, breadboard, mentre la nuova versione sarà un prodotto finito con componenti modulari. In altre parole la versione attuale è fatta assemblando dei componenti che si trovano sul mercato, la prossima è una versione più evoluta che mantiene quei componenti però in una veste più da prodotto finito. Sarà un vero e proprio derivative di Arduino, con un lettore di sintesi vocale, un modulo audio diciamo.

Paolo Bonelli impegnato nel progetto Voice Instruments di Giulio

Paolo impegnato nel progetto Voice Instruments di Giulio

Quando la presenterai questa versione finita?
Alla Maker Faire di Roma, anche se una preview la porterò agli eventi finali di opencare che si tengono a novembre.

Cosa pensi della MIR?
Sono pienamente soddisfatto, è molto positiva come esperienza, perché ho incontrato persone interessanti e disponibili. Ho fatto esperienza di uno spazio che sognavo da tempo, con gli strumenti che mi servono per fare gran parte se non tutti i miei progetti, e soprattutto un luogo dove vive lo spirito della condivisione e della cooperazione.

Che consiglio dai a una persona o un gruppo che vuole fare un progetto?
Di buttarsi e bussare alla vostra porta!

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