Locale e circolare: gli scarti diventano materia prima

posted on novembre 30th 2021 in Centrinno & Featured & News with 0 Comments

Workshop " Locale e circolare" del progetto Centrinno

Articolo pubblicato sul profilo Medium di Manifattura Milano

L’Italia ha deciso di anticipare di tre anni la ricezione della Direttiva UE 2018/851, che prevede l’obbligo della raccolta differenziata dei rifiuti tessili di origine urbana, partendo quindi all’inizio del prossimo anno, salvo proroghe.

Come si legge nel rapporto “Rifiuti tessili: occorrono strategia e strumenti economici”, scaricabile qui, ci sono grandi opportunità per il nostro Paese che rappresenta il distretto tessile più grande d’Europa. Serve però una visione comune, sia da parte delle aziende manifatturiere sia per i gestori della raccolta, ed è necessario agire velocemente incanalando i flussi di scarti tessili verso un percorso di recupero e riutilizzo.

Così nasce il workshop “Locale e circolare: utilizzare gli scarti prima che diventino rifiuto” organizzato da Manifattura Milano per far dialogare istituzioni, aziende, produttori e cittadini attorno ai temi del riciclo e del riutilizzo dei materiali tessili.

Presenti come ospiti della conversazione Zoe Romano di Rete Nema, Piero Pelizzaro, Chief Resilience Officer del Comune di Milano, Danilo Vismara e Francesco Ceppo rispettivamente responsabile marketing territoriale e responsabile commerciale di Amsa.

Introducendo il discorso, Zoe Romano ha raccontato degli sforzi europei in questa direzione: dall’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) agli obblighi di raccolta di alcuni materiali fino ai progetti di innovazione come Centrinno, che supporta la manifattura urbana circolare e la rigenerazione di spazi industriali all’interno delle città.

A Milano questo progetto è portato avanti da Rete Nema e dal Comune, coordinatore del consorzio europeo, e si focalizza sulla manifattura locale nei settori del design e del fashion. Romano ha spiegato che per rendere la produzione circolare i produttori incontrano spesso una serie di difficoltà come quella di intercettare flussi di scarti prima che diventino rifiuto o la difficoltà di accogliere i benefici delle politiche nazionali e formarsi riguardo alle opportunità europee.

Seguendo queste osservazioni Piero Pelizzaro è intervenuto portando l’esempio del principio DNSH (Do Not Significant Harm), che regolerà la programmazione europea nei prossimi anni. Un principio pensato per promuovere gli investimenti in progetti sostenibili, che vieta il finanziamento ai progetti che arrechino un danno significativo all’ambiente o vadano contro gli obiettivi climatici dell’Unione Europea.

Un esempio: se si demolisce e ricostruisce un edificio va indicato quanto materiale viene riutilizzato e viene verificato il piano di gestione dei rifiuti per il restante non usato. È un principio che aiuterà a risolvere diverse questioni come la carenza di materie prime e lo spreco di risorse, e che consentirà di accrescere la penetrazione della raccolta e la creazione di mercati, anche virtuali, della materia prima seconda.

Workshop "Locale e circolare" del progetto Centrinno

Francesco Ceppo ha sottolineato come “locale e circolare” siano due parole che da sempre caratterizzano l’azione di Amsa. Milano è infatti ai primi posti nella raccolta differenziata in Europa e il 99,9% dei rifiuti raccolti nella città non va più in discarica.

Per quanto riguarda gli scarti tessili derivanti da utenze domestiche la raccolta avviene attraverso le campane gialle, circa 500 sul territorio, e con un partenariato leader in Italia su questo servizio. Gli abiti usati in parte vengono donati, in parte vanno ai negozi dell’usato e gli scarti inutilizzabili confluiscono nei termovalorizzatori.

Per le utenze non domestiche non c’è ancora un meccanismo strutturato e Amsa si è detta disponibile a farsi promotrice di nuovi modelli.
Ha proseguito su questa linea Danilo Vismara, responsabile marketing territoriale dell’azienda, sottolineando che la sfida sia mettere in corrispondenza domanda e offerta prima che gli scarti arrivino ad Amsa, ovvero prima che diventino rifiuti. In quest’ultimo caso diventa necessario avere autorizzazioni allo stoccaggio rifiuti e sottostare a regole rigide che rendono difficile il riutilizzo.

A Milano vengono raccolte 4 mila tonnellate di rifiuti tessili ma c’è ancora un segmento di scarti che non viene differenziato.
Per quanto riguarda l’Italia invece, nel 2019 sono state intercettate circa 157,7 mila tonnellate di rifiuti tessili urbani ma secondo un’analisi Ispra, ripresa dal rapporto “Rifiuti tessili: occorrono strategia e strumenti economici”, i rifiuti tessili non riutilizzati o riciclati, sono 4,2 volte tanto, ovvero circa 663 mila tonnellate. Un numero che dà l’idea del potenziale che si potrebbe sviluppare creando sinergie e sviluppando diversi canali di raccolta.

Dal punto di vista dei produttori e delle organizzazioni locali si è rilevata volontà e grande interesse di approfondire collaborazioni con istituzioni e aziende. Grazie a un bel dibattito nato dopo gli interventi degli ospiti, sia Donatella Pavan di Giacimenti Urbani che Maria Grazia Berardi di CNA Milano fanno presente l’importanza di mappare i flussi di scarti, nonché ragionare su ostacoli e opportunità per individuare soluzioni sperimentali per il riutilizzo di alcuni materiali, anche attraverso momenti formativi. In particolare l’interesse per i produttori locali e organizzazioni attive a livello urbano potrebbe essere legato ai materiali pre-consumo, giacenze e scorte morte, rimasti nei magazzini delle imprese e che, prima o poi, diventano rifiuto da smaltire con un costo.

È un momento storico per il settore ed è necessaria, oltre ad una visione olistica del problema, la collaborazione di tutti gli attori in gioco. Il workshop “Locale e circolare” si è presentato come un primo passo verso questa direzione.

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