arrampicaMi
Ideato e realizzato da VALERIA (VALE) REGIS
Progetto: YOURBAN
Il progetto europeo YouRban ci ha permesso di entrare in contatto con otto creativi italiani che hanno fabbricato il prototipo di un elemento di arredo urbano a WeMake. Gli otto creativi sono i vincitori di una call dedicata a progetti realizzati con una materia prima seconda derivata da fibre di vetro.
Ciao Valeria, raccontaci un po’ chi sei, cosa fai e qual è la tua storia e le tue aspirazioni?
Sono product designer con una formazione tra design e ingegneria. Nel mio percorso mi sono mossx tra ricerca e progetto, cercando sempre di tenere insieme sperimentazione e applicazione concreta. Mi interessa lavorare con materiali innovativi e sostenibili, non solo a livello teorico ma dentro progetti reali. Oggi cerco contesti in cui le idee possano prendere forma in modo tangibile, senza perdere il legame con le persone per cui esistono.
Come hai saputo del bando di YouRban e cosa ti ha spinto a candidarti?
Ho trovato YouRban un po’ per caso, ma mi ha spinto a partecipare la possibilità di lavorare su un progetto concreto, dal concept alla prototipazione, che potesse attivare lo spazio urbano, stimolare relazioni tra le persone e sperimentare materiali nuovi direttamente in fablab.
Ci descrivi il tuo progetto?
arrampicaMi è una piramide arrampicabile pensata per bambini dai 7 ai 12 anni, che unisce gioco, consapevolezza ambientale e attivazione dello spazio pubblico. Sulle facciate sono riportate mappe di alcune aree verdi di Milano, e le prese di arrampicata riprendono la disposizione geometrica di alberi e parchi. La struttura crea un collegamento fisico e tattile con il patrimonio verde della città: il gioco diventa quindi un’esperienza concreta che lega corpo, spazio e territorio, permettendo ai bambini di “afferrare” letteralmente pezzi del verde urbano mentre giocano.
Da dove nasce l’idea? C’è stato un momento preciso, un’immagine, un luogo o un problema che ha acceso la scintilla?
L’idea è nata durante alcuni giri in bici a Milano, osservando spazi pubblici molto frequentati ma poco attrezzati per il gioco e la socialità, come piazze e zone di transito. Questi luoghi, pur essendo parte della vita quotidiana della città, offrono poche opportunità di esplorazione e interazione.
Come entra la materia prima seconda nel tuo progetto?
Questo materiale, con tutte le sue incognite iniziali, entra nel mio progetto come un’opportunità: ha prestazioni simili a quelle del materiale comunemente utilizzato per le prese di arrampicata e, in futuro, potrebbe diventarne un’alternativa più sostenibile.
A chi è rivolto il tuo intervento? Chi immagini mentre lo usa, lo abita o ci passa davanti?
arrampicaMi non è pensato solo per i bambini, ma anche per gli adulti: incorporando mappe delle aree verdi di Milano sulla sua superficie, il progetto invita tutti a osservare e interagire con lo spazio urbano, stimolando una riflessione critica sul paesaggio ecologico della città. In questo senso, la struttura diventa un punto di incontro e conversazione, capace di attivare curiosità e dialogo.
Cosa sta succedendo adesso, durante la residenza? In che fase sei e cosa stai sperimentando?
Siamo quasi alla fine della residenza e la prototipazione delle prese mi ha permesso di conoscere meglio le proprietà del materiale. Colata dopo colata ho imparato a modificare stampi e miscele, adattando il processo di volta in volta. Montare le prese sulla piramide e sentire che reggevano il mio peso è stato un momento molto gratificante: constatare che il prototipo non è solo estetico ma anche funzionale ha dato concretezza e solidità al progetto. L’intero percorso di learning by doing, fatto di tentativi, errori e aggiustamenti, è stato fondamentale per arrivare alla versione finale e comprendere appieno le potenzialità di questo materiale.
Se il tuo progetto funzionasse esattamente come lo immagini, cosa cambierebbe — anche di poco — nella vita delle persone che lo incontreranno?
Idealmente arrampicaMi trasformerebbe brevi momenti di sosta nello spazio urbano in occasioni di gioco, esplorazione e interazione. Bambini e adulti potrebbero muoversi, osservare e confrontarsi con il patrimonio verde della città, rendendo piazze e spazi di transito più vivi, partecipati e connessi.
Cosa pensi che il design e l’arte possano fare per la città che la politica o l’urbanistica da soli non riescono a fare?
Il design e l’arte possono intervenire rapidamente e in modo inventivo, provocatorio o critico, dove la politica o l’urbanistica tradizionale spesso agiscono più lentamente. Progettare per la socialità è un tentativo di osservare e comprendere come le persone vivono la città, proponendo soluzioni semplici ma efficaci che migliorino la vita urbana e offrano un punto di partenza per riflettere sullo spazio e chi lo attraversa.
Contatti:
- Email: valeria.regis.vr@gmail.com















