Progetti di media education nelle scuole elementari della zona 9 di Milano

Cliente: Cooperativa Sociale Diapason – Fondazione con i Bambini
Categoria: Media Education, FormazioneDocenti, Scuole, Povertà Educativa
Date: 2019-2022

Progetto triennale educativo finalizzato a creare una scuola più connessa al territorio, sostenibile e innovativa

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WeMake è stato coinvolto per due anni nel progetto a contrasto della povertà educativa “La mia scuola è differente”. Il progetto, che ha come capofila cooperativa Diapason, insiste sulla comunità e sulla scuola.

WeMake è stato coinvolto a Milano nell’azione “La mia comunità è la mia scuola” il cui obiettivo è rafforzare il legame fra scuola e comunità e promuovere percorsi di cittadinanza attiva. Dopo diverse sessioni di co-design e un po’ di formazione i progetti si sono delineati e i bambini e le bambine hanno partecipato a un percorso esperienziale di conoscenza e condivisione con la comunità, utilizzando strumenti legati alla digital fabrication per rappresentare il percepito e per tradurre la loro esperienza nella comunità locale.

1 ANNO

Il passato – IC PERTINI – plesso T. Mann

Nel plesso di via T. Mann, si decide di lavorare sulla storia di viale Suzzani nel pezzo che va dal semaforo precedente la scuola fino alla fine della via. Chi abita ora e chi abitava in passato? com’è cambiata? Come riprodurre il cambiamento?

I bambini hanno realizzato un’opera multimediale ricostruendo un viale all’interno di un corridoio scolastico. La narrazione è guidata dagli stessi alunni, che attivano le voci dei cittadini tramite microcontrollori integrati nell’installazione: i dispositivi sono posizionati strategicamente in corrispondenza dei luoghi in cui le testimonianze sono state originariamente raccolte.

 

 

 

 

Il presente – IC AGAZZI – plesso GASPARRI

Chi vive la piazza, che rumore ha? Cosa succede nelle diverse ore? Come è percepita e cosa rappresenta per i bambini e le bambine? Una rilettura del presente di Piazza Gasparri oggetto di una recente riorganizzazione urbanistica. Una condivisione del presente fatta dai bambini e dalle bambine.

I bambini hanno riprogettato la piazza integrando suoni e luci, con l’obiettivo di ottimizzarne gli spazi e la funzionalità. In veste di piccoli urbanisti, hanno realizzato un plastico interattivo affiancati da un gruppo di pensionati volontari, coinvolti per l’occasione in un prezioso scambio generazionale.

 

 

Il futuro – IC QUASIMODO LOCATELLI – plesso LOCATELLI

Davanti alla scuola c’è un Parco intitolato a Wanda Osiris, noto nella comunità come Parco Peluffo. E’ attrezzato con giochi e campi da calcio e basket. A partire dalla conoscenza del luogo, dalla sua storia abbiamo chiesto ai bambini di immaginarsi come sarà il parco nel 2050, chi ci andrà, cosa ci sarà…

Gli alunni hanno realizzato un’installazione interattiva sospesa che, dal soffitto dell’edificio, si sviluppava lungo l’intera tromba delle scale. Bambini e bambine si sono cimentati nell’assemblaggio di immagini, suoni e forme, dando vita a un’opera corale. Il cuore narrativo è composto da poesie registrate sul futuro del quartiere e del parco: sfiorando i disegni, l’opera si anima liberando i versi composti dai piccoli autori.

 

 


SECONDO ANNO

Data l’emergenza pandemica WeMake ha svolto la maggior parte delle attività a distanza. Si svolte due sessioni di coprogettazione con i docenti. La formazione è stata erogata secondo lo schema di classe capovolta (Flipped Classroom).

In un momento storico in cui tutti i cittadini sono stati catapultati in una dimensione virtuale, i bambini rischiavano di essere soggetti passivi del processo di virtualizzazione delle relazioni tra pari, non possedendo conoscenze e competenze, capacità critica e responsabilità dell’agito virtuale nell’utilizzo degli strumenti. I rischi dell’utilizzo delle tecnologie digitali intese come libero utilizzo di dispositivi connessi a internet sono materia nota. Il nostro intervento nelle scuole si è quindi concentrato su un laboratorio che potesse fornire spunti di riflessione, sguardo critico rispetto alla comunicazione digitale e in particolare all’immagine.

Se nella prima annualità è stato co-progettato un percorso esperienziale di conoscenza e condivisione con la comunità, utilizzando strumenti legati alla digital fabrication, il percorso di quest’anno si è concentrato più sulla rappresentazione del sé in un contesto desiderato (ora e qui ma anche altrove o in un altro tempo).

Obiettivo dell’intervento: accrescere il senso di comunità attraverso la una valorizzazione dell’unicità del singolo nel gruppo. Incrementare la consapevolezza delle proprie radici e volgerle a favore della comunità. Rafforzare competenze digitali utili alla progettualità condivisa.

La domanda chiave del laboratorio è stata: tu ora dove vorresti stare?

 

Gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado hanno creato dei fotomontaggi digitali utilizzando software open-source per dare forma ai propri desideri. Il lavoro creativo è stato il punto di partenza per un laboratorio di approfondimento sul concetto di ‘fake‘, sulle fake news e sull’attendibilità delle fonti. Le opere realizzate sono state infine protagoniste di una mostra itinerante allestita all’interno delle scuole e dei Centri di Aggregazione Giovanile.

A partire da questo intervento Chiara Amendola e Cristina Martellosio hanno tenuto un incontro online in occasione dell’edizione di “SFIDE, la scuola di tutti” nel 2020. Lo trovate qui di seguito.