WeMake è Urban Factory a Milano del progetto europeo YouRban — finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito di Horizon Europe — un ecosistema co-creativo che sperimenta il riciclo di polimeri rinforzati attraverso residenze artistiche e di design in contesti urbani.
La prima Open Call, rivolta ad artisti, cittadini e designer, ha selezionato otto proposte per la sede milanese: creativi chiamati ad affrontare sfide urbane predefinite, progettando interventi site-specific realizzati con materiali FRP riciclati. Ecco i progetti vincitori che WeMake sta seguendo nel loro percorso di sviluppo.
Ping Pong Table (PPT) di Alessandra Acampora, trasforma un oggetto universale — il tavolo da ping pong — in un dispositivo civico. Ispirandosi al lavoro fotografico di Hayahisa Tomiyasu sugli spazi di aggregazione spontanea, il PPT sarà realizzato con la materia prima seconda derivata dai polimeri riciclati e può convertirsi in tavolo da lavoro condiviso o da pranzo comunitario, diventando un catalizzatore di vita pubblica in piazze oggi sottoutilizzate come Piazzale Maciachini.
DIAPHRAGM di Ilaria Marzano nasce da un’intuizione semplice e potente: un graffito sul muro che perimetra il Bosco della Goccia a Bovisa recita “Dietro questo muro c’è il Bosco la Goccia”. DIAPHRAGM è un sistema modulare di pareti-dati che trasforma le barriere fisiche in interfacce di narrazione ecologica: tessere create con la materia prima seconda visualizzano lo stato di bonifica del suolo e, una volta ruotate, rivelano i nomi delle specie arboree spontanee del bosco.
BeeBench di Christian Bolognini e Samantha Culicchi è un sistema modulare di fioriere progettate per supportare gli impollinatori urbani. Adattabile a contesti diversi — dalla fermata dell’autobus al balcone privato, fino all’ingresso di un negozio — BeeBench usa materiali compositi riciclati per portare biodiversità nei punti di passaggio quotidiano della città, rendendo visibile e accessibile il tema della connettività ecologica urbana.
Dello Stesso Cielo< di Gabriella Cominotti, sviluppato in collaborazione con Mare Culturale Urbano, è un’installazione artistica: un albero di vetro colorato e polimeri rinforzati le cui radici affondano in una vasca di acqua piovana incisa con versi poetici. L’opera — ispirata alla Notte Stellata di Van Gogh — è concepita come parte di un’agorà partecipativa.
ORECULA di Damon Arabsolgar propone l’installazione di grandi parabole scultoree capaci di trasmettere suoni sussurrati da un capo all’altro della piazza. Ravvicinate, formano un piccolo anfiteatro acustico per concerti senza amplificazione; distanziate, collegano simbolicamente quartieri diversi attraverso il suono, integrandosi con un sistema di raccolta dell’acqua piovana per irrigare piante aromatiche.
The Forest Observation Platform di Madeleine Beltrandi e Mathilde Magada Cahill risponde alla scarsa consapevolezza che i passanti hanno del Bosco della Goccia, un bosco spontaneamente cresciuto nell’ex area industriale della Bovisa con oltre 16.000 alberi. Il progetto è una struttura modulare che invita a entrare nel bosco, osservarlo, toccarlo e impararlo: un punto di connessione tra la foresta e le persone, progettato per non disturbare la flora esistente.
ArrampicaMi di Valeria Regis si chiede: e se giocare significasse anche scoprire il verde di Milano? La risposta è una piramide scalabile per bambini dai 6 ai 10 anni, la cui superficie traduce fisicamente le forme delle aree verdi pubbliche della città. Realizzata in legno con prese in materia prima seconda può essere installata su qualsiasi superficie dura senza ancoraggi, rendendola facilmente dispiegabile in piazze di transito come Largo Ascari o Piazzale Lotto.
The Care Square di Ginevra Battaglia è un’oasi modulare e itinerante con postazioni di seduta, tavoli… Il progetto punta sull’infrastruttura emotiva: non costruisce solo spazi, ma esperienze di cura e cittadinanza attiva, pensate per i quartieri periferici di Milano dove il rischio di frammentazione sociale è più alto.
Otto visioni diverse, una direzione comune: dimostrare che i materiali di scarto possono diventare strumenti di rigenerazione urbana, inclusione e bellezza condivisa. WeMake sta accompagnando questi progetti nella fase di residenza, mettendo a disposizione competenze di fabbricazione digitale, reti di comunità e spazi di sperimentazione per trasformare le proposte in prototipi reali, pronti a incontrare la città.














